Presentazione
Sono ormai più di trent'anni che i due personaggi di Walter Kostner ci fanno compagnia, con quelle forme morbide ed essenziali e quelle loro storie così 'semplici' nelle quali a tutti viene facile immedesimarsi. Ma cos'hanno di speciale Gibì e Doppiaw da essere sempre attuali? Hanno che, parlandoci della vita di tutti i giorni, in un continuo richiamo alla natura per ritrovare se stessi, pongono l'altro al centro dei propri pensieri, senza giudicare; si esprimono con poche chiare parole dando valore al silenzio; osservano per capire, prima d'agire; hanno tempi lenti e calmi, com'è dei bambini e dei saggi avere.
La loro ricchezza educativa è tale da aver dato vita a un progetto per famiglie scuole e comunità, ideato nel 2000 e intitolato I Tesori di Gibì e Doppiaw, come il piccolo importante libro che lo presenta. Parlandone in quelle pagine, ho tra l'altro messo in rilievo alcune delle affinità e delle differenze di Walter Kostner con Schultz, Sedini, Quino e altri fumettisti. Qui mi preme sottolineare l'unicità del suo disegno, per una valenza che definirei esistenzialistica. Egli infatti ha immaginato una grafica particolare che, attraverso autonome qualità espressive, prima ancora di usare le parole, alludesse ai significati dei racconti: la vignetta non è la stanza vuota che ospita le scene, né il piccolo quadrato di pellicola entro cui si snoda una situazione.
Le vignette aperte per 'sete d'infinito', appallottolate per richiamare all'ascolto dell'altro o danzanti come Sufi, le macchie e i quadrati neri, come il nero più nero dell'esistere, sono più che elementi strutturali, sono simboli forti ed efficaci delle tensioni ideali di cui vivono Gibì e Doppiaw. Si potrebbe quasi dire che questo fumetto richiami 'la poetica del realismo’, perché nasce non da un'invenzione ma dall'esistenza, con i suoi temi di fondo: la relazione con l'altro coi relativi incontri e scontri; la paura di essere abbandonati
e quella della solitudine; la ricerca della felicità. Ci sono però anche il cammino per migliorare se stessi e l’ironia gentile, cosicché il suo realismo invece di porre in evidenza il dolore di vivere - che pure c'è, ed è alla base dei motivi che hanno spinto l'autore a inventarsi Gibì e Doppiaw - propone con leggerezza strade nuove per ricominciare e andare avanti. Walter, che sin da piccolo ha amato molto disegnare, affida i suoi 'tesori' proprio al disegno.
Attraverso il disegno rilancia temi e offre modi nuovi per riscoprire e vivere insieme la bellezza originaria dell'umanità e dell'universo intero, dando forma con le sue vignette agli ideali a cui si ispira. La sua è una visione del mondo che interpreta l’ostacolo e l’errore come via alla conoscenza di sé e alla comprensione dell'altro; e il dolore come porta aperta verso quell'oltre in cui l'esistenza scopre i suoi più profondi significati.
Lia De Pra Cavalleri ¹¹