Cosa Combinano
Patrizia B. – Insegnate delle elementari
Il linguaggio di Gibì e Doppiaw arriva immediato, è fresco, tocca il cuore, non ha bisogno di intermediari, i ragazzi ne scoprono spontaneamente i diversi livelli di profondità e la ricchezza semantica. Passa attraverso le tue strisce la Poesia che richiede di impadronirsi della capacità di ascolto profondo nel lettore, ma il tutto avviene con spontaneità e immediatezza.
Si abbassano le ‘difese’ di fronte a due piccoli pagliacci e perciò emerge la parte più vera, sensibile e profonda dell’anima. Le linee semplici dei disegni, il linguaggio essenziale, i colori e le forme armoniose attirano molto più del linguaggio grafico e televisivo ridondante di effetti speciali, ma che a lungo andare viene percepito saturo di stereotipi quanti privo di messaggi;
Gibì e Doppiaw trasmettono, anzi contagiano il lettore dei valori di cui sono portatori: la fraternità, il rispetto reciproco, la diversità come ricchezza, la gioia, lo stupore, la meraviglia di fronte al veramente bello, la semplicità, la profondità dei significati, l’ascolto dell’altro, il ‘farsi l’altro’, il rispetto dell’ambiente, il sentirsi parte del creato e pertanto la sua tutela, l’amicizia, l’accoglienza, ecc.
Gibì e Doppiaw, sono “strumenti” estremamente accattivanti, flessibili e duttili per poter animare i percorsi educativi a vari livelli. I bambini ma anche i ragazzi si mettono immediatamente al loro fianco e li chiamano ad impersonare le loro storie, la loro cronaca bianca, fino ad assumerli quali simboli delle realtà più belle e più vere cui anelano e che desiderano realizzare!.
Osaka – Giappone
Ad un incontro della piccola comunità cristiana è venuto un signore anziano. Durante l’incontro questo signore aveva sempre la testa giù e non si capiva se seguiva quanto veniva detto oppure no. Invece si era trovato in mano il Poster ‘Dare’ e se lo era guardato per tutto il tempo. Verso la fine questo signore ha alzato la mano per parlare e ha detto:
“Sapete che ora ho compiuto 76 anni. Ormai nella parrocchia non ci sono più attività che posso fare. Allora anche noi della terza età abbiamo pensato di organizzare qualcosa. Sapete cosa abbiamo fatto la scorsa domenica? Abbiamo chiamato una persona esperta nel campo dell’anzianità’ “ e abbiamo parlato insieme su questo problema dicendo che nessuno potrà evitare questa fase della vita, la necessità di essere curato dagli altri, il problema dell’Alzheimer ecc.
E alla fine dell’incontro ci siamo detti : “Certo, d’ora in poi dobbiamo affrontare più seriamente questo problema”, ma sentivo in me una certa pesantezza, mi e’ sembrato che prima o poi dovrò accettare la mia situazione di essere di peso per gli altri ma oggi, quando sono venuto a questo incontro ho subito visto il fumetto che comincia così : ”Non ci e’ rimasto più niente da dare…”.
Questa parola proprio rifletteva il mio sentimento, ma poi, man mano che andavo avanti nel leggere sempre di più mi e’ venuta la luce: possiamo dare ancora il sorriso, il coraggio, il benvenuto… e alla fine con gioia nel mio cuore ho detto insieme a questo fumetto : “ Anch’io non sapevo di essere così ricco!”. Oggi ho trovato il programma della mia vita, posso ancora dare fino all’ultimo momento !
Pucci Agnetti - Psicoterapeuta
Caro Walter,
sono di Sassari, medico neuropsichiatria, professore straordinario di Neurologia all’Università di Sassari (i titoli servono solo per inquadrare rapidamente dove sono inserito). Sono un appassionato collezionista di GB e W, non solo dei libri ma anche delle strisce che ritaglio da CN.
Da alcuni anni attingo ad esse per uso professionale in psicoterapia. Me ne servo nel setting per sottolineare un’esperienza dettami dal paziente o per rinforzare un messaggio che voglio trasmettere. Il carattere immediato della vignetta fa cogliere intuitivamente, al di là di tante parole, il concetto che mi preme evidenziare. Ho selezionato un certo numero di strisce che tengo a portata di mano nel caso possano tornare utili.
Mi limito a presentarne una sola per seduta, massimo due. Il paz viene coinvolto direttamente, dovendo leggere e decifrare il significato. In genere risulta ben disposto davanti alla trovata inattesa. Vado però oltre la semplice presentazione, consegnando al paz, al termine della seduta, la fotocopia della vignetta presentata.
E’ un metodo con cui mi propongo più obiettivi:
1) la terapia è oggettiva (palpabile) non solo prendendo in mano una pastiglia, ma anche una vignetta;
2) fornire un pro-memoria immediato della seduta terapeutica. La vignetta diventa il veicolo delle cose che ci si è detti;
3) offrire materiale di “ruminazione” che potrà essere anche argomento per la seduta successiva;
4) offrire stimolo a praticare suggerimenti o strategie scaturite dal setting.
Da tempo volevo metterti al corrente di tutto ciò. Giorni fa stavo preparando una conversazione sull’attimo presente nella terapia e passavo in rassegna la raccolta di vignette di GB e W per sceglierne qualcuna da utilizzare. Negli stessi giorni avevo preso parte alla prima conferenza di un ciclo dedicato all’origine dell’universo dalla Società di Filosofia e Scienza di Sassari, che prevedeva anche una visita guidata ad un osservatorio astronomico con planetario di recente realizzazione.
Nello scorrere le tue vignette mi sono imbattuto in alcune che facevano riferimento al sole e alle stelle. Ho così pensato di comporle in una sequenza scannerizzata di otto strisce da proiettare nella conferenza successiva come ringraziamento ed omaggio ai due organizzatori del ciclo. E’ stato un vero successo! Me ne è stata subito chiesta copia dal responsabile della biblioteca comunale cui è annesso l’osservatorio astronomico per poterla utilizzare nel corso delle numerose visite all’osservatorio di scolaresche.
Cari saluti e grazie della preziosa collaborazione!
In famiglia - Una insegnante di Albano
Un papà di una mia alunna, dopo la serata di incontro con Gibì e Doppiaw è venuto a Scuola ed ha raccontato al Preside: “Io e mia moglie, tornando a casa, dopo avere visto le strisce e gli episodi a cartoni animati, ci siamo messi a commentarli insieme e abbiamo parlato per molte ore, come da anni non ci capitava di fare… abbiamo riaperto un dialogo, soprattutto sull’educazione dei nostri figli…
Non sappiamo come fare ma vorremmo contribuire anche noi in qualche modo a questa manifestazione, perché a noi come famiglia, ha dato tantissimo, più di quello che riusciamo a dirvi … E’ stato come trovare uno stile di vita nuovo, fermarsi dalla frenesia del nostro tempo, e ritrovare lo spazio per INCONTRARSI.
Un gioco serio - Una famiglia del Lazio
Una mamma ha chiesto alle insegnanti di acquistare le video-cassette di Gibì e Doppiaw, dicendo: “Le voglio rivedere con i miei bambini, ma con tempo, pochi episodi alla volta, per gustarli fino in fondo. Sono troppo belle, non c’è un altro cartone animato in circolazione che sappia dire tanto e in un modo così semplice. Il linguaggio è quello della poesia, e bisogna saperlo ascoltare.
Ma da quando abbiamo appeso il Poster del ‘Dare’ in cucina, per tutti noi a casa è come un punto di riferimento, è come se adesso sapessimo come vivere, ritrovando una serenità perduta, una capacità di dialogo che non avevamo più. E anche mio marito, che era ultimamente poco a casa e con cui faticavamo ormai a parlarci, si è lasciato coinvolgere dai bambini in questo ‘gioco’ che è un ‘gioco’ serio … quello della Vita.”
Una sorpresa
In un paese della provincia di Latina, una insegnate di religione ha portato in classe Gibì con le sue storie e i suoi valori. C’era T., una bambina di 8 anni che dall’età di due anni non parlava. E’ intelligente e scrive bene, ma non apriva bocca e da due anni, dopo la separazione dei genitori, neppure sorrideva.
All’insegnante è venuta l’idea che la bambina scrivesse una letterina a Gibì per aiutarla ad aprirsi. Walter le ha risposto firmandosi Gibì e lei ha cominciato ad aprirsi davvero cominciando a raccontargli di lei, della sua famiglia e chiedendogli dei consigli. Lui le ha scritto ancora e poi le ho anche mandato un burattino di stoffa di Gibì.
T. sorpresa ogni volta faceva un bellissimo sorriso ma non diceva nulla di più. Ma dopo aver ricevuto in regalo il burattino… improvvisamente ha cominciato a parlare! Non solo, ma interviene durante le lezioni facendo domande. Gli insegnati sono tutti esterrefatti.
L’amore che la maestra le ha dato e poi, forse, questa corrispondenza ha sciolto quel blocco.
Walter Kostner